Nabucodonosor


Dimensioni (cm): 45X55 Dimensione originale
Prezzo:
Prezzo in offertaCHF 193.00

La nostra promessa

Dipinto a mano, non stampato
Un artista professionista lo dipinge a olio su tela, pennellata dopo pennellata.

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Descrizione

Il dipinto mostra Nabucodonosor trasformato in una bestia, accovacciato in una postura bassa e animalesca su un terreno irregolare. Il suo corpo nudo, allungato e muscoloso si estende in diagonale dalla zona inferiore sinistra fino alla testa, situata verso destra. Si sostiene su mani e piedi, con le dita aperte contro il suolo, mentre i lunghi capelli e la barba appuntita incorniciano un volto rivolto frontalmente, con gli occhi spalancati e un’espressione afflitta. Alle sue spalle si staglia uno sfondo scuro di forme angolari, venature e superfici sovrapposte, che avvolge la figura in uno spazio aspro e opprimente.

Il tema è tratto dal libro di Daniele, in cui Nabucodonosor, re di Babilonia, viene punito con una forma di follia e allontanato dalla vita umana ordinaria. Durante la sua umiliazione vive come una bestia dei campi e si nutre d’erba, finché infine recupera la ragione e riconosce l’autorità divina. Il dipinto concentra l’episodio nel momento di maggiore degradazione: il sovrano ha perso i segni del suo rango e appare ridotto a una creatura vulnerabile, esposta al terreno e separata dal mondo civilizzato.

La postura a quattro zampe fa del corpo il principale veicolo narrativo. Le mani e i piedi, normalmente associati all’azione e al camminare dell’essere umano, diventano qui il sostegno di un’esistenza istintiva. L’abbondanza di capelli e barba sottolinea la durata dell’isolamento e l’abbandono delle norme sociali, mentre la nudità evidenzia la perdita dell’identità regale. Il volto, rivolto verso lo spettatore, introduce un’intensa dimensione psicologica: la trasformazione fisica non cancella la consapevolezza della sofferenza. Lo sfondo roccioso e cupo accentua il senso di esilio, disorientamento e frattura.

La composizione è strutturata attorno a una grande diagonale del corpo che guida lo sguardo dalla mano nell’angolo inferiore sinistro, lungo la schiena e le gambe, fino alla testa. Questa linea dinamica contrasta con la base orizzontale del terreno, creando una tensione tra il peso del corpo e il suo aspetto allungato, quasi fluttuante. Le tonalità rosate e ramate della pelle risaltano contro i blu scuri, i verdi intensi e i neri bluastri dello sfondo. Le striature diagonali sullo sfondo riprendono il movimento della figura, ma al tempo stesso la frammentano visivamente, come se lo spazio si chiudesse attorno al personaggio.

L’opera è coerente con l’immaginazione visionaria di William Blake, in cui figure fortemente simboliche, anatomie espressive e intensità religiosa si discostano dal naturalismo per trasformare la scena in un’esperienza emotiva. Qui, la deformazione delle proporzioni e il contrasto cromatico rendono visibile il passaggio da re a uomo e a creatura. Nell’osservarla, è utile seguire la diagonale del corpo fino al volto: lungo questo percorso si intrecciano l’umiliazione narrata dalla tradizione biblica, la vulnerabilità fisica e la potente tensione formale della visione di Blake.

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