Descrizione
Spesso si è pensato che questo dipinto famoso sia un autoritratto del maestro rinascimentale Raffaello. Durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi sottrassero il dipinto alla Polonia. Molti storici lo considerano il quadro più importante scomparso dalla Seconda Guerra Mondiale. Si stima che, se venisse ritrovato, il dipinto varrebbe più di 100 milioni di dollari.
Gli studiosi hanno confrontato la struttura del volto del soggetto nelRitratto di un giovane con l’unico autoritratto confermato di Raffaello, nel fresco La scuola di Atene. Il capolavoro mostra un soggetto maschile di classe elevata, dipinto con espressioni manieriste, con un portamento eretto, texture lussuose e una forma ammorbidita ispirata al grande Leonardo da Vinci. I colori del suo suntuoso mantello di pelliccia si riflettono nel tappeto stampato che giace dietro di lui, tinteggiato in tonalità verdi e marroni. Molti studiosi hanno descritto il soggetto come “sereno nella fiducia” nel suo aspetto. Rappresentava le classi alte che si stavano diffondendo in Italia all’inizio del XVI secolo.
Attraverso la finestra a destra dell’opera lo spettatore può vedere alberi e cespugli verdi e, più lontano, il profilo del paese e della chiesa. Gli edifici bianchi si stagliano contro il cielo blu nebbioso, sebbene sia importante notare che non esistono fotografie a colori dell’opera; tutte le fotografie del Ritratto di un giovane sono state colorate digitalmente.
Raffaello rappresenta in quest’opera una dicotomia neoclassica tra umanità e natura attraverso la parete color carne, la pelliccia lussuosamente adesa sulla spalla del soggetto e i suoi capelli scuri e ondulati. Si è inoltre suggerito che Raffaello abbia ritratto una variabilità tra i generi mediante il nastro sulla manica e la posizione delle mani del soggetto, poiché questi erano elementi tipicamente femminili nei ritratti dell’epoca.
Porre la mano sinistra del soggetto vicino al cuore suggerisce un’identità propria e una postura forte, implicando un atteggiamento di ferma serenità.
Il dipinto perduto intitolatoRitratto di un giovane
Nel 1798 il principe Adam Jerzy Czartoryski, figlio della principessa Isabella Czartoyska, acquistò il Ritratto di un giovane. Portò il dipinto in Polonia insieme alla Dama con l'ermellino di da Vinci e a varie antichità romane. Il ritratto fu esposto nel museo privato della principessa, che desiderava preservare opere d’arte rappresentative di eventi importanti nella storia della Polonia.
Nel 1939, informato dell’imminente invasione nazista, il patriarca della famiglia, il principe Augustyn Józef Czartoryski, mise in salvo diverse opere d’arte del museo e le nascondeva in una residenza a Sieniawa. Sfortunatamente i suoi sforzi furono vani, poiché le opere furono scoperte e confiscate dalla Gestapo. I dipinti del Ritratto di un giovane, della Dama con l'ermellino e di un quadro di Rembrandtdecoravano la casa di Hans Frank, che Hitler aveva nominato governatore del Governo Generale.
Le opere furono poi inviate a Berlino e Dresda prima di giungere infine a Linz, dove sarebbero entrate a far parte della collezione privata di Hitler. Tuttavia, Frank trasferì i pezzi nella sua abitazione a Cracovia nel 1945, per uso personale nel Castello di Wawel. Questo è l’ultimo luogo in cui si poté vedere il Ritratto di un giovane.
Perso da allora, il dipinto è noto agli studiosi moderni solo attraverso fotografie. Non potendo esaminare l’originale, è difficile confermare o smentire in modo conclusivo l’attribuzione del ritratto a Raffaello, tema divenuto oggetto di dibattito già nel XIX secolo.
La storia dell’arte moderna, non potendo studiare il dipinto in sé, ha necessariamente ripetuto l’attribuzione fatta dagli studiosi precedenti che ebbero l’opportunità di vedere l’originale prima che l’opera andasse perduta durante la Seconda Guerra Mondiale.
Sebbene la tipologia del “Ritratto di un giovane” abbia avuto origine nel nord Italia, mostra anche l’influsso degli artisti del Nord Europa. Questo tipo di ritratto richiama i lavori precedenti di Bellini, Giorgione e Tiziano.
L’opera fu inoltre influenzata dai primi pittori olandesi, Dürer e Leonardo. Il ritratto in questione non appartiene alle tradizioni umbre o fiorentine in cui si formò Raffaello. Presenta una serie di caratteristiche proprie dei dipinti degli anni 1520 e successivi, precursori del ritratto manierista (analogie con i ritratti di Sebastiano del Piombo, Moretto da Brescia, Lorenzo Lotto, Salviati o Pontormo e Parmigianino).
Il “Ritratto di un giovane” suscitò interesse negli anni successivi alla morte di Raffaello, e sono note diverse copie. Da qui la teoria secondo cui questa sarebbe l’immagine dell’artista, più che il ritratto di un giovane sconosciuto eseguito dallo stesso.
La bellezza classica e idealizzata del modello, che presenta un uomo ideale, suggerisce che potrebbe trattarsi di una somiglianza postuma del “divino Raffaello” eseguita in omaggio all’artista defunto. Così, avremmo un “Ritratto di Raffaello” ma dipinto dallo stesso Raffaello (in italiano si usa la stessa espressione: “ritratto di Raffaello”).
Se questo sia veramente un’opera di Raffaello resterà per ora un enigma irrisolto. Ci sono prove che indicano Giulio Romano o Sebastiano del Piombo. Quest’ultimo fu il ritrattista più in voga nella Città Eterna nelle seconde e terze decadi del XVI secolo. Conosceva bene Raffaello ed era il protetto di Michelangelo.
In definitiva, solo l’esame dell’opera originale potrà determinare una volta per tutte la vera paternità di questo squisito ritratto rinascimentale.
Sfortunatamente ilRitratto di un giovane non si trovava al Castello di Wawel quando le truppe statunitensi arrestarono il governatore Frank per i crimini di guerra commessi, e così il dipinto andò perduto per sempre, anche se resta la speranza che sia custodito in qualche caveau dimenticato che verrà scoperto un giorno.
Ritratto di un giovane occupa la posizione n. 76 nella lista dei dipinti famosi





